Fiaba Image Magie di Emilio Tadini Archivio Emilio Tadini

Danza: OpificioTrame di Federicapaola Capecchi compie dieci anni. Ricordando “E Ancora”, produzione 2009

OpificioTrame il 26 marzo 2015 compie 10 anni.

Ci prepariamo ai nostri primi 10 anni attraverso una serie di Ricordando – estratti video, fotografici, racconti, aneddoti, sconfitte, vittorie, ricordi, viaggi, spettacoli, back stage – che ci accompagneranno fino alla giornata di festa dedicata a OpificioTrame che si terrà giovedì 26 marzo 2015.

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Fiaba/Image Magie di Emilio Tadini – Archivio Emilio Tadini @ Spazio Tadini

Il primo Ricordando è su E Ancora, spettacolo ispirato a Fiaba/Image Magie di Emilio Tadini. Debutto 30 giugno 2009, in replica fino al 2012.

Per sapere tutto di questo spettacolo clicca qui.

Ricordando non segue nessun ordine, né cronologico né di importanza. Orientatevi voi come più vi piace. E chiedeteci qualsiasi vostra curiosità vogliate soddisfare scoprendoci per la prima volta o conoscendoci già. Email opificiotrame@opificiotrame.org 

Inoltre, fino al 1 marzo 2015 potete scegliere lo/gli spettacolo/gli che volete vedere o rivedere e verrà organizzata una serata tutta per voi. Anche fuori Milano, in tutta Italia? Certo! contattateci: Email a opificiotrame@opificiotrame.org 

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Frammenti dei testi dello spettacolo

[…] Penso che, qualcuno, molti, forse, farebbero a cambio con la mia vita. Penso, sono sicuro, che non farei a cambio della mia vita, con la vita di nessuno. Certo, a volte vorrei fosse diverso, vorrei essere diverso. Penso alle cose che ho perso, a quelle che non potrò più avere o fare; un discorso con mio padre, o ascoltare un consiglio da lui o da chi di più caro ho avuto, agli amici che ho perso e non mi sarei mai aspettato potesse accadere fino al momento in cui è accaduto. Penso alle cose che ho perduto, alle occasioni che non ho sfruttato, al tempo che ho buttato, alle persone che non ho incontrato … Ma … Penso anche alle occasioni che ho saputo cogliere, a quelle che avrò e saprò creare. Penso alle persone che ho incontrato, a quelle che incontrerò. Vivo, rido, spesso mi basta. A volte è persino troppo. […] “ / […] L’aspettava da una vita, la sua nuova vita. Tutte le mattine. E ora che ce l’aveva lì davanti, sulla porta di casa, aveva paura a farla entrare. E se non se ne fosse più andata? (a Federica) Come posso essere sicuro che lo sei? […] “

Testi di Riccardo Walchhutter per lo spettacolo E Ancora. I testi sono protetti da copyright e ne è vietata qualsiasi riproduzione.

Lì fuori, ora, c’era la zona degli squilibrati, di quelli che sfrecciano in macchina al centro della strada, di quelli che non camminano sul marciapiede, e non pedalano sulla pista ciclabile. Lì fuori ora c’erano gli spostati. Quelli che per scelta o per forza avevano sempre camminato un po’ a margine del marciapiede, con le scarpe inzaccherate di fango, di delusioni, il fondo dei jeans pestato, marroncino. Era tra i ladri e i matti e i poeti analfabeti. Era con qualche puttana o con qualche tabaccaia con una bisca sul retro. Era nella zona degli squilibrati. Non che ci stesse bene, però […] ti amo, gli aveva detto, meravigliosamente intimidita e insicura. <scusa se te lo ripeto sempre, ma è la cosa più vera che mi venga in mente > meravigliosamente intimidita e insicura. […] Totò scivolava per quel grigio tinto d’aurora. Sì. Scivolava, perché lì la strada va leggermente verso il basso, si assottiglia e scende e fa entrambe queste cose in maniera discreta, impercettibile. E ti raggira sorniona, come tutta Parigi e i suoi abitanti. Gli piaceva farsi raggirare da Parigi, farsi convincere di essere parte di quel quadro. E si sentiva perfetto in quel panorama. La via inconcludente e vuota, il passo affrettato, il suo berretto calcato, le mani raggruppate, ingobbite intorno alla gola spessa, e il maglione a collo alto, rosso, che poi nella foto in bianco e nero sarebbe apparso di un magnifico grigio. In fondo pensava è vero, che l’unico colore si vede nel bianco e nero, perché è in quella scala di colori impercettibile, impersonale che si riesce a immaginare la vera essenza del colore. Troppo facile trovarsi un mondo già colorato […] meglio scegliere l’ocra dalla propria tavolozza, o l’indaco o il porpora, e stenderli a fantasia. E poi nella foto ci sarebbe finita anche quella lacrima, quello stralcio di lucidume che da un pezzo gli ammalava gli occhi. Ci sarebbe finita mentre abbandovana la sua tana scivolando tra le ciglia, per svolazzare scintillante verso terra. E così sarebbe apparsa nella foto. Un luccicare a mezza altezza alle spalle del passante non meglio identificato. Qualcuno lo avrebbe interpretato come i riflessi dei fari di un’auto, qualcuno non lo avrebbe neppure notato. Eppure quel luccicare era una lacrima cascante, nella zona degli squilibrati. Bella foto.

Federicapaola Capecchi per lo spettacolo E Ancora. I testi sono protetti da copyright e ne è vietata qualsiasi riproduzione.

Già, un tramonto. E era stato come se in quella povera casa, in quella casa miseranda, in quella casa da miserere, per un attimo, si potesse ancora andare dentro e fuori muovendo nella stessa direzione. Per un attimo, era stato come se ogni carta del mazzo sigillato nascosto in un cassetto fosse ancora una donna di cuori, come se ancora volassero fuori colombe da sotto ogni giacca, come se gli stracci in magazzino, tirati fuori dal mucchio a poco a poco, cambiassero colore – tra gli applausi. Proprio così. Per un attimo, tutto un applauso. Ma solo per un attimo. E se questa non la chiamate fine…

Testo di Emilio Tadini – da La Tempesta I testi sono protetti da copyright e ne è vietata qualsiasi riproduzione.

E ANCORA

Coreografia e Regia: Federicapaola Capecchi

Testi: Emilio Tadini, Riccardo Walchhutter, Federicapaola Capecchi

Musiche: Maurizio Corbella

Fotografo: Fabio Bortot

Con (2009): Arianna Cavallo, Riki Bonsignore, Federicapaola Capecchi, Maurizio Corbella, Yuri La Cava, Fikri Tallih.

Con (2010): Arianna Cavallo, Federicapaola Capecchi, Maurizio Corbella, Walter Maffei, Stefano Roveda, Riki Bonsignore

Con: (2011/2012) Arianna Cavallo, Federicapaola Capecchi, Maurizio Corbella, Stefano Roveda, Stefano Belli, Carlo Decio

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2 pensieri su “Danza: OpificioTrame di Federicapaola Capecchi compie dieci anni. Ricordando “E Ancora”, produzione 2009

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