Danza e Fotografia: Federicapaola Capecchi e Alessandro Trovati, Beyond the body

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Danza e fotografia unite in acqua. Noi siamo pronti, a gennaio 2017 si inizia con la prima Masterclass. Voi?

Danza e Fotografia: BEYOND THE BODY di luce e d’ombra. Un progetto di Federicapaola Capecchi e Alessandro Trovati

BEYOND THE BODY è un progetto e performance parallelo alla Mostra fotografica Lo sport in bianco e nero di Alessandro Trovati. La mostra è a cura di Federicapaola Capecchi e inaugura giovedì 1 giugno 2017 alla Casa Museo Spazio Tadini.

Alessandro Trovati e Federicapaola Capecchi si sono conosciuti personalmente in occasione dell’evento “Incontro con l’Autore” – vedi qui link – una serie di appuntamenti con la fotografia e i fotografi. Hanno scoperto di avere entrambi lo stesso “progetto nel cassetto” – la danza e la fotografia unite in acqua – e così hanno iniziato a dedicarsi a questo progetto, che diventerà un corto-docu-film e una performance, che a sua volta diventerà una chiavetta in edizione limitata.

L’acqua è per i fotografi un’occasione per fare scatti spettacolari. L’acqua assume forme incredibili, rivelando a volte una consistenza invisibile a occhio nudo. Danzare in acqua permette di scoprire una fisicità completamente diversa da terra e nuovi movimenti; in acqua affascina il lavoro sulla lentezza del corpo e del movimento. Ma il progetto di Alessandro Trovati e Federicapaola Capecchi è anche il tentativo di cominciare a dimostrare come danza e fotografia siano assolutamente simili, se non uguali per molti aspetti, tanto come linguaggio quanto come procedimento compositivo, di sguardo e senso. Non hanno scelto di lavorare con la “danza libera” in acqua ma bensì con la contact; così come hanno scelto di far interagire realmente fotografo, coreografa e danzatori, fotografia e macchina fotografica.

Durante la fase di research lavoreranno anche sulla percezione visiva e sulla memoria del movimento, sulla sincronizzazione del movimento e sulla visualizzazione, per esaminare la relazione tra l’occhio umano, la macchina fotografica, il corpo che gli è davanti in continuo movimento. Proveranno a non guardare dal di fuori del movimento ma a esservi dentro, anche per il fotografo.

Anyone who substitutes the love for the bodies with the image of the body, substitutes life with death” Dietmar Kamper

L’acqua è l’elemento che sempre di più mi attrae. Ho imparato a valorizzare e visualizzare il corpo immerso nell’acqua, ricercando in modo ossessivo il gesto perfetto e il suo “scivolare” che crea una sorta di scultura plastica e unica che solo questo elemento può darti. Sviluppare un progetto di danza in acqua è qualcosa di straordinario e creativo, ti permette di giocare con i corpi, le forme, le bolle, gli spruzzi, i tagli di luce, gli abiti svolazzanti il tutto ambientato in un altra dimensione silenziosa, lenta e fluida alla ricerca della perfezione. La scelta del bianco nero è doverosa perché valorizza il contrasto che solo l’acqua e la luce filtrata può dare.” Alessandro Trovati

Trasferire danza e contact in acqua è un percorso ricco di sorprese e scoperte. Non è solo lavorare in una dimensione in assenza di peso, ma è soprattutto modificare la nostra percezione in relazione a un elemento molto diverso dalla terra. È poter esplorare forme, a volte, poco gestibili sulla terra. La relazione che viene a crearsi con l’altra persona, mediata dall’elemento acqua, muta continuamente il grado di attenzione che le diamo, il contatto stesso col suo corpo, l’ascolto (che diventa primario e predominante nel respiro) e diviene un’affascinante gioco di esplorazione e creazione. È una sfida continua fotografare il corpo e la danza. Fotografare la danza è forse complesso, più di altri soggetti e situazioni, perché, come la danza stessa, ha a che fare con l’imprevedibile. Dinanzi al corpo di un danzatore il presente non ha forma, c’è solo movimento, nulla è statico, né sicuro, né sotto controllo. Dobbiamo fare i conti con il passato, mentre progettiamo il futuro. E il presente è semplicemente lì, una storia da cogliere e raccontare in profondità. Essere in contatto con la danza significa anche improvvisazione. Ed è ciò che provoca la paura. Ed è ciò che genera la bellezza. E dunque le più belle foto di danza.” Federicapaola Capecchi

“Perceive the world directly and your vision will expand” Chögyam Trungpa Rinpoche

Federicapaola Capecchi QUI

Alessandro Trovati QUI

 

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