Ciao Ismael Ivo

Venerdì non sono riuscita a far nulla se non stare seduta per terra in soggiorno con le foto dei due anni a Venezia sparse intorno.

Pensavo al suono della tua voce, ai tuoi occhi, al tuo sorriso meraviglioso, allo sguardo severo ed esigente quando necessario, ma sempre carico di rispetto e affetto, alla tua forza dirompente in sala prove.

Pensavo a Viviana. Sì perché il prezioso incontro con te è stato grazie a lei, al vostro rapporto e al vostro rivoluzionario progetto di studio e ricerca coreografica, che ci ha portato ad avere il privilegio di stare in sala prove con te, per strada, a teatro, nelle calli, a pranzo, alla ricerca di senso e di bellezza; la fortuna di apprendere da te, di metterci in gioco, di scontrarci con i nostri limiti o paure ma solo per farli diventare un punto di forza e un trampolino di lancio; che ci ha dato l’onore di avere te che entravi a fondo nel nostro danzare e coreografare, sviscerandone ogni aspetto, dandoci strumenti quotidiani perché ne crescesse sempre più spessore e qualità. Tanto quanto un sapere sensibile.

Pensavo ai tuoi abbracci. Mi abbracciavi spesso col tuo “mea querida”, col tuo sorriso che riordinava in un secondo qualsiasi cosa fosse andata fuori posto, anche solo per caso.

All’epoca mi chiedevo se avessi contezza di quanto la tua stima, attenzione, affetto e riconoscimento umano e professionale fossero linfa vitale in quel preciso momento della mia vita – visto anche che era in arrivo il debutto in Biennale – e tempo dopo ho avuto la certezza che lo sapessi. Perché tu entri in profondità nelle persone e ne hai davvero cura. Nel tempo. Come quando ti raccontai che volevo mettere in relazione la danza e la fotografia e lavorare anche su quel fronte, quando ti facesti intervistare per un magazine per il quale scrivevo o quando ti raccontai del workshop “fotografare la danza”… hai avuto cura e tempo per esserci, nel tempo.

Pensavo che era una giornata veramente dolorosa eppure piena di calore. Ho letto tanti di noi – e anche tanti che non conosco personalmente – che hanno subito acceso il calore di tutto quello che tu hai donato, delle tracce che hai segnato, dei fuochi che hai acceso.

Tu con Viviana e Manola – che tanto vi siete spesi per questi progetti che ci hanno fatto conoscere e crescere insieme – avete mosso qualcosa di grande bellezza che continua a crescere e ad emanare possibilità.

Stamane sono riuscita ad accennare un sorriso perché davvero sarai sempre con noi, perché hai acceso, in giro per il mondo, molti animi, molte teste, molti cuori, molti corpi motivati e anche in connessione tra di loro: molti di noi collisionanti siamo rimasti in contatto, alcuni amici per davvero e con progetti futuri – quelli della “maturità”- da realizzare insieme.

Un vulcano di energia, intelligenza, professionalità, passione, studio, ricerca, determinazione, forza, cura e qualità. Ci hai permesso di diventare dei corpi come libri. Ognuno con un dna unico. Ognuno risponde alla propria autenticità, unicità, originalità … ma insieme. Ci hai accompagnato nel grande mistero e richiesta della nostra umanità e della società contemporanea – la differenza, la diversità – offrendoci gli strumenti per farne preziosa ricchezza di cui avere cura; offrendoci di essere delle piccole fiammelle con un sapere – prima di tutto del corpo – sensibile. Sarai sempre con noi grande corpo, animo e mente tra le più ricche, sensibili e interessanti! Grazie. Di tutto. Federicapaola

Foto Alvise Nicoletti
Foto Marta Gomez
Foto Alvise Nicoletti

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